Concept obiettivi

Dopo aver ricostruito il quadro delle progettualità ed aver verificato la presenza di eventuali incompatibilità nelle politiche urbanistiche dei due Comuni di Pescara e S. Giovanni Teatino, il passo successivo è stato quello di stabilire gli obiettivi comuni che le due amministrazioni si impegnano a raggiungere nel progetto di trasformazione dell’area Fontanelle-Sambuceto. Forse per la prima volta le due amministrazioni comunali (appartenenti tra l’altro a due Province diverse) si sono messe intorno ad un tavolo per individuare le strategie comuni da intraprendere e gli obiettivi da raggiungere per valorizzare il territorio che condividono in un ottica di ottimizzazione e sinergia.

Il Concept degli obiettivi sintetizza questa fase evidenziando 6 assi strategici condivisi:

1.     Razionalizzazione del sistema di mobilità

2.     Potenziamento delle reti verdi, spazi di aggregazione e servizi

3.     Rafforzamento delle connessioni trasversali

4.     Valorizzazione dell’aeroporto

5.     Incentivazione dei processi di riqualificazione/riconversione industriale

6.     Conferimento di caratteri di identità territoriale e qualità urbana

L’interazione di questi sei obiettivi di progetto definisce le “Linee guida della trasformazione” che in uno slogan potrebbero essere riassunte nel concetto chiave di “Smart City”. Il tema delle Smart Cities sta riscuotendo un grande interesse a livello internazionale coniugando l’utilizzo diffuso delle reti digitali e delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) con il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia delle risorse naturali. Una nuova frontiera della Sostenibilità intesa come interazione di quattro componenti: ambiente, società, economia e istituzioni.

1.         Razionalizzazione del sistema di mobilità

L’ambito territoriale in cui è collocata l’area oggetto di studio presenta una rete di infrastrutture molto consistente: asse attrezzato, via Tiburtina, via Tirino, via Po, Circonvallazione, ferrovia, aeroporto, etc.    La presenze di così tante infrastrutture di collegamento, non impedisce (anzi a volte determina) il crearsi di nodi critici per quanto riguarda il traffico e gli inquinamenti. A pagarne le conseguenze sono i residenti costretti a convivere con il continuo passaggio, in prossimità delle loro abitazioni, di un traffico spesso costituito da automezzi pesanti che raggiungono o provengono dal vicino casello autostradale.

Per far fronte a questo problema l’obiettivo che ci si pone è quello di razionalizzare la viabilità esistente, di potenziare il trasporto pubblico (modifiche al tracciato GTM e nuove fermate FFSS), di realizzare una nuova rete di percorsi ciclopedonali in sede protetta, e di accompagnare le attività produttive inadeguate alla zona dove sono attualmente collocate (ad es. quelle di autotrasporto) nella ricerca di più idonee localizzazioni alternative.

2.         Potenziamento delle reti verdi, spazi di aggregazione e servizi

L’ambito territoriale in cui è collocata l’area oggetto di studio presenta un sistema di attrezzature pubbliche e di spazi verdi a scala territoriale molto importanti che vanno dalla Pineta d’Annunziana di Pescara, fino alla nuova zona sportiva di S. Giovanni Teatino.  Il problema è che questi spazi ed attrezzature non hanno la forza di costituire una rete (network) e non sono tra loro connessi da sistema di trasporto pubblico e da percorsi ciclopedonali adeguati.

L’obiettivo che ci si pone è quello di potenziare il sistema degli spazi verdi, dei luoghi di aggregazione e della rete ciclopedonale contribuendo a costituire un network alla scala metropolitana che abbia le caratteristiche di mobilità ecologica alternativa alla rete stradale. E’ importante sottolineare l’inversione concettuale che si è voluta operare: prima si progetta la spina dorsale verde e poi, di conseguenza, si progettano gli edifici. Il contrario di quello che si verifica nei casi meno nobili di progettazione urbana, quando gli spazi verdi vengono spesso relegati nelle aree di risulta meno appetite dei lotti edificabili

3.         Rafforzamento delle connessioni trasversali

L’ambito territoriale in cui è collocata l’area oggetto di studio è caratterizzato da una matrice insediativa ben distinguibile: le strade trasversali e i fossi che dalla fascia pedecollinare scendevano a valle per raggiungere il fiume, ortogonali alla via Tiburtina.  Successivamente nel dopoguerra il “pacchetto” infrastrutturale che si è andato via via consolidando (ferrovia, asse attrezzato, aeroporto) ha di fatto interrotto questo rapporto separando definitivamente il fiume dal centro abitato.

L’obiettivo che ci si pone è quello di confermare le connessioni trasversali come matrici insediative di questo territorio; di ricucirle e potenziarle restituendo loro il ruolo che hanno avuto nella storia di questi territori.

4.         Valorizzare la presenza dell’aeroporto

Il dibattito su una possibile delocalizzazione dell’aeroporto d’Abruzzo ha a lungo occupato le agende politiche e le cronache locali negli anni scorsi. Le attuali congiunture economiche e le stesse politiche nazionali aeroportuali sembrerebbero aver allontanato, quantomeno nel breve periodo, questa prospettiva.  Al contrario l’aeroporto d’Abruzzo è chiamato al raggiungimento di una soglia superiore di transiti annui.  E’ evidente quindi l’importanza di politiche sinergiche tra i diversi enti competenti al fine del raggiungimento di questi obiettivi.  Quello che è evidente a qualsiasi osservatore è che fino ad oggi la presenza dell’aerostazione non ha generato alcun processo osmotico con la città. Non c’è una connessione diretta con il sistema di viabilità veloce; si percorre la s.s. Tiburtina e quasi non ci si accorge di essere arrivati al Terminal.  Grave è anche la mancanza della connessione diretta con servizi di trasporto pubblico dedicati per un rapido collegamento con il centro città, così come evidente è la mancanza di una struttura turistico ricettiva adeguata.

L’obiettivo che ci si pone è dunque quello di valorizzare la presenza dell’aeroporto conferendo a quest’area il ruolo di “Porta d’Abruzzo” con le funzioni a scala territoriale e le qualità urbane che tale ruolo impone.  Attraverso una attenta valutazione delle condizioni di degrado e di utilizzo degli edifici produttivi presenti nell’area antistante il terminal, sarà possibile procedere con  un processo di sostituzione sostenibile delle attività produttive, in parte già oggi dismesse, a favore della creazione di un Parco Tematico a servizio dell’aeroporto e dell’intera area metropolitana che si configuri al tempo stesso come luogo di aggregazione riuscendo a rimagliare il sistema degli spazi pubblici già descritto, verso il centro di Sambuceto.

5.         Incentivare i processi di riqualificazione/riconversione industriale

L’area oggetto di studio è caratterizzata dalla presenza di molte attività di carattere produttivo.  Molte di queste attività sono in palese contrasto con il tessuto residenziale in cui sono inserite (ad esempio le attività di autotrasporto); altre sono attività dismesse o in via di dismissione in edifici in cattivo stato di conservazione; altre infine sono attività di recente insediamento in edifici in buono stato di conservazione.

Un primo obiettivo che ci si pone è dunque quello di costruire un repertorio di casistiche che evidenzi gli edifici e le attività che è opportuno siano sostituite.  Un secondo obiettivo è quello di iniziare un processo di dialogo e di supporto per verificare le possibilità di ricollocazione di quelle aziende in piena attività che però sono in palese contrasto con il contesto urbano in cui sono inserite.  In questi casi non ci si limita, quindi, ad un semplice cambio di destinazione d’uso nella strumentazione urbanistica, ma si organizza una sorta di “sportello unico” per coadiuvare quelle imprese che intendono ricollocare la propria attività, giudicata incompatibile, con il processo di riqualificazione dell’area oggetto di studio.

6.         Conferimento di caratteri di identità territoriale e qualità urbana

L’area oggetto di studio si presenta agli occhi del visitatore come una periferia priva  di qualsiasi elemento identitario e qualità urbana. Non una piazza, non un luogo di aggregazione, nessuna area verde di fruizione pubblica, nessun elemento edilizio qualificante.

Il tema del conferimento a quest’area cosi centrale dal punto di vista geografico, ma così periferica nella percezione collettiva di chi la vive quotidianamente, è uno degli aspetti più complessi e al tempo stesso più affascinanti del progetto di riqualificazione.  Sarà importante progettare e realizzare luoghi di aggregazione funzionale (piazze, aree verdi, servizi, etc.) capaci di conferire vivibilità al quartiere, ma sarà altrettanto importante saper cogliere l’occasione per conferire riconoscibilità alla scala metropolitana attraverso introduzione di funzioni e servizi al cittadino che creino un effetto volano; che siano utili ai residenti  e che al tempo stesso sappiano valorizzare la propensione strategico-territoriale dell’area (ad. es. “cittadella dello sport”, oppure “città dei bambini”, o ancora “museo a cielo aperto”).